Il Comune Robin Hood delle mense scolastiche


Repubblica — 25 aprile 2010
pagina 1 sezione: MILANO


GANASCE alle ruote dell' auto a chi non paga la mensa scolastica. Per recuperarei crediti il Comune di Concorezzo, nel cuore verde della Brianza, vara la linea dura. Ma lo fa in modo diverso rispetto alle abitudini PdlLega. Non all' attacco di immigrati o degli ultimi ma contro i ricchi «che fanno i furbi. Vanno puniti, è finito il tempo dei pasti a scrocco, dice il vicesindaco Mauro Capitanio, uomo del Carroccio, tra i promotori dell' iniziativa. E i figli dei morosi rischiano di rimanere chiusi fuori anche dalle porte dell' oratorio estivo. Nel biennio 2006 al 2008, alla voce refezione scolastica le casse municipali hanno registrato un buco di 53mila euro.

A fine novembre l'amministrazione decide la svolta e spedisce 144 lettere di ingiunzione alle famiglie che devono regolarizzare i pagamenti. All' appello rispondono 54 debitori, altri quattro chiedono di rateizzare. Gli 84 rimanenti fanno i furbi. Tolta una manciata di famiglie strangolate dalla crisi - per cui il Comune ha stornato 5mila euro dal bilancio dei Servizi sociali destinandoli al ripianamento del rosso - per tutte le altre, morose ingiustificate, sono scattati i pignoramenti. Si va dal fermo amministrativo dell' auto, già tre i casi registrati, alla confisca di televisori e biciclette. (dalla prima di Milano) TUTTO quanto raccoglieranno gli ufficiali giudiziari finirà all' asta per saldare i 32mila del buco. «Si è radicata una linea di pensiero errata: sembra che i servizi offerti dal Comune debbano essere gratuiti. Ma se qualcuno non pagaa rimetterciè l' intera collettiva, è inaccettabile», sottolinea il vicesindaco. La strada imboccata porta ai genitori.

«Tutti devono pagare i servizi, ma non scadiamo nell' imbarbarimento dei rapporti sociali», replica Antonio Lissoni capogruppo del Pd.

Il problema però si allarga, la società che gestisce il servizio mensa fornisce anche i pasti all' oratorio San Luigi che nel periodo estivo accoglie 900 ragazzi. Da qui la decisione della giunta di lasciare alla porta i ragazzini delle famiglie fuori legge. Ma il vicario della pastorale giovanile, don Stefano Buttinoni è corso ai ripari. «Troveremo il modo - spiega il prete - di offrire un pasto caldo a tutti».
GABRIELE CEREDA