Forse non tutti sanno che il termine prete deriva dal greco presbyteros che letteralmente significa anziano.
Così Pietro (il primo tra i preti!) scrive "Esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce." (1Pietro 5,1-4)
Pascere il gregge di Dio... che compito! Modelli del gregge... che responsabilità!
In più da prete giovane (un ossimoro)!!! Arduo...
Mi sto rendendo conto che essere prete non è anzitutto un compito, una responsabilità, ma la più grande occasione della mia vita per diventare grande, saggio.
E' la comunità che mi sta formando; sono le situazioni delle persone con la loro fatica a credere che divengono giorno dopo giorno, incontro dopo incontro, la mia personale occasione di ripropormi gli interrogativi della fede, le esigenze della carità e le ansie della speranza.
Inoltre ecco la sovrabbondante ondata di affetto di tanti che comprendono la mia fragilità... insieme allora camminiamo tra le gioie e i dolori della vita, nella festa dell'abbraccio, nella stretta della stima.
"Consola il mio popolo!" fu il monito che sentii nel cuore la prima volta che predicai tra voi. Oggi comprendo che voi siete la mia consolazione, voi siete lo sprone alla mia fedeltà e - ne sono ormai certo - anche il segno del perdono per le mie infedeltà.
Rendo grazie al Signore per quanto mi ha dato.
"Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?
Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore, davanti a tutto il suo popolo".
(sal 115)