«

La prima volta che mi sono offerta come volontaria al centro diurno disabili sant'Eugenio, era solo per fare un piccolo laboratorio artistico. Tre ragazzi con disabilità, due educatori, una volontaria, io. L’idea era quella di dipingere liberamente, senza una traccia, lasciando esprimere i ragazzi. Betty, una delle educatrici, mi disse: «tu lavori con la Titti!». Ci presentammo.

Titti è una ragazza in carrozzina con una mobilità molto limitata, ma quel che più mi spaventava era che Titti non parla! «Oh cavolo - pensai - come faccio a comunicare con lei? Come faccio a spiegarmi, a capirla?». Per una come me che parla un sacco, che "attacca bottone" con tutti, che parla e gesticola insieme per rafforzare i concetti era una vera impresa. Ero davvero spiazzata! «Okay - pensai - non possiamo parlare, ma almeno possiamo fare!» Da brava brianzola quale sono potevo almeno produrre qualcosa! Presi fogli, colori, pennelli e stringendo la mano destra di Titti, cominciammo. La mia mano guidava la sua. Prendemmo il colore, faccemmo delle ampie pennellate riempiendo il nostro foglio con tante tonalità di azzurro. Passammo insieme l’ora e mezza del laboratorio dipingendo e chiacchierando come si poteva con i ragazzi del gruppo, con gli educatori e l'altra volontaria. Alla termine guardai Betty per capire come fossi andata. Lei tranquilla, sorridendo, disse: «Dai, è andata bene! Ma per la prossima volta, sappi che la sua mano buona è quell’altra!»

«Che figura! Chissà cosa avrà pensato Titti di me? Quanto sono stordita!» Un pò mortificata, raccolsi le mie cose per tornare a casa, e avvicinandomi a Titti per salutarla, le dissi: «Ciao, ci vediamo venerdì prossimo». Lei con la mano sinistra, mi afferrò il braccio, mi trascinò verso di lei e mi stampò un bacio!

Senza parole Titti aveva capito tutto: più lei di me, che io di lei.

Negli gli anni io e Titti abbiamo sempre fatto "coppia fissa" nei laboratori. Abbiamo imparato velocemente a conoscerci. Ho scoperto che Titti capisce ogni cosa, ascolta tutto quello si dice anche se si parla con altri e lei sembra distratta. Ho scoperto che è bravissima a preparare il caffè con la moka e poi se lo beve sorseggiandolo con il cucchiaino per assaporarselo lentamente. Ho scoperto che è una buongustaia e ha un talento straordinario per riconoscere il rumore di una carta di caramella anche a distanza. Ha una memoria fenomenale e ricorda chi le ha regalato un dolcetto anche dopo molto tempo; ricorda se l’hai preso dalla borsa o da una tasca. Titty annusa tutto perché le piacciono i profumi, le creme e i saponi. Soprattutto a Titti piacciono le attenzioni; guai se lavorando con lei ci si distrae, se la si ignora oppure se per fare più in fretta, le si finisce il lavoro lasciandola in disparte; guai!

Così tutti i venerdì ora, prima di andare a casa, salutando Titti le chiedo: «Mi dai un bacio?». Se sono stata distratta mi dà uno spintone e gira la testa dall’altra parte. Ma se sono stata attenta, tirandomi per un braccio mi dà il suo bacio, ci abbracciamo forte forte e posso andar via.

Ci ha messo un po', ma alla fine Titti ce l’ha fatta: ha preso una persona un pò superficiale come me e le ha insegnato cos'è la prossimità.

»

 

zia Fabi