Quanta rabbia verso Dio... quando non ti ascolta, quando ti senti abbandonato, quando sei davanti all’ingiustizia non punita da Dio! Scoppiano le domande graffianti, che affondano le unghie nella carne. Domande nelle quali gli accusatori di Dio ridono sarcastici. Allora un Giovanni Battista qualunque o uno dei suoi discepoli fa la domanda fondamentale: “Dobbiamo fidarci di te Gesù o dobbiamo aspettarne un altro?”.
Gesù dice a Giovanni il Battista: “Ci sono grandi miracoli: i ciechi recuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano”. Sembra l’immagine perfetta del Dio potentissimo che risolve tutti i problemi dell’esistenza umana: Gesù libera tutti; dal peccato dalla malattia, e persino dalla morte. Ma aggiunge alcune minute parole: “Beato chi non si scandalizza di me”.
Perché il vero problema non è l’immagine del Dio potente. Questa è già dentro di noi: la vogliamo tutti e l’abbiamo tutti. Uno che ci risolve i problemi. Ma Lui non fa così, non è così. E noi lo accusiamo e gridiamo allo scandalo: come può Dio permettere questo? Sei con noi o contro di noi?
“Beato chi non si scandalizza di me”... Gesù si fa storpio, si fa cieco, si fa maledetto, si “fa morto” per dire agli uomini che in ogni situazione non sono mai soli.
Dobbiamo stare attenti, seriamente attenti a non scandalizzarci di Dio. Il nostro Dio ha scelto un altro modo per liberarci: quello che non ci aspetteremmo. Se ho il coraggio di non scandalizzarmi di Dio e non dare a Dio la colpa urlando al Cielo parole che sono bestemmie contro l’amore di Dio, allora io sarò uno dei miracolati: un cieco che recupera la vista, uno storpio che comincia a camminare, sarò uno guarito dalla mia lebbra, sarò estratto dalla tomba delle mie sicurezze posticce.
Prova a stare davanti al Presepe. Immagina di prendere in braccio quel bambino piccolo che si chiama Gesù e capire se hai il coraggio di cullarlo o di svegliarlo con un urlo. Se hai il coraggio di stringerlo al cuore o di scuoterlo per farlo reagire. Cosa scegli? E’ solo un bambino! Che bello se continuassimo a pensare Dio come un bambino debole. Se osassimo questo coraggio forse gli vorremmo più bene - Questo è il senso del Natale - Se osassimo questo coraggio potremmo scoprire che è Lui che sta cullando noi, che ci sta custodendo di un amore assolutamente unico come quello di un bambino. Non dare spazio alla parola del demonio, dello scandalo che ti dice: “Guarda Dio come ti ha conciato!” Io ti dico: “Guarda Dio come ti ha salvato”.