Lunedì 9 Maggio

Lettura del Vangelo secondo Matteo (Mt 9,14-15) 
 
In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
Parola del Signore.

 

Martedì 10 Maggio

+Lettura del Vangelo secondo Giovanni. (Gv 15,9-11) 
 
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
Parola del Signore.
 
- Gesù rende tutto semplice, come se fosse la cosa più scontata del mondo: il Padre ci ama, egli ce lo ha testimoniato con la vita, cosa abbiamo da temere? Se abbiamo sperimentato l'amore di Dio che si riversa nei nostri cuori dobbiamo fare una cosa soltanto: restare in quell'amore, dimorare in quell'amore senza fuggire. Dimorare: come l'attore sul palcoscenico che resta fermo nel punto indicato per farsi illuminare dalla luce del faro di scena. Restare alla luce della Parola, lasciare che lo Spirito illumini le nostre oscurità, rassereni i nostri cuori, plachi le nostre ansie. Restare alla luce di Dio ci riempie il cuore di gioia: a volte con un'emozione forte ed esaltante, più spesso con la faticosa consapevolezza di voler dimorare fra le sue braccia. Una gioia che nessuno può strappare dai nostri cuori. È questa la direzione indicataci verso la pienezza della gioia: dimorare nel Signore. Ogni altra gioia, legittima e doverosa, non ci porta alla gioia piena, solo la consapevolezza dell'amore e la volontà di dimorare in esso ci portano verso questa gioia intima. Dimoriamo, cercatori di Dio: ancora lo cerchiamo mentre già viviamo alla sua luce!

 

Mercoledì 11 Maggio

+Lettura del Vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 12-17) 
 
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Parola del Signore.
 
-Oggi più di altri giorni possiamo rallegrarci. È infatti più bello essere stati scelti che scegliere. Se sono stato scelto qualcuno ha fiducia, stima e affetto per me. Se sono stato scelto per un destino di libertà, è ancora più esaltante! 
Ecco allora la nostra libera scelta di accettare questa scelta, questa elezione a figli carissimi. Doppia gioia quindi: essere stati scelti e liberi di aderire a questa elezione.

 

Giovedì 12 Maggio

+Lettura del Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,18-21) 
 
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.
 

- Signore, è assolutamente vero, è esperienza di ciascuno di noi: se siamo tuoi discepoli, se il Vangelo ci ha perforato il cuore e trapanato la vita, se ci è impossibile vivere senza pensarti, amarti, citarti, prima o poi qualche difficoltà la incontriamo. Certo, la incontriamo non a causa del nostro cattivo carattere o del nostro fanatismo religioso, atteggiamenti da superare serenamente ma decisamente. La incontriamo perché la realtà lontana dal tuo volto, la parte oscura del mondo, l'aspetto sgradevole e piccino dell'umanità, non sopporta ampi spazi, non tollera la luce, detesta l'eroismo e la piena umanità. Perciò, discepoli, se davvero siete stati sedotti, preparatevi ad essere almeno un po' derisi, o tacciati di fanatismo, o evitati a causa delle vostre scelte. Scelte che riguardano la vita, più che la fede: se siete onesti e puntuali nel lavoro, se sapete vedere il lato buono delle persone e delle situazioni, se amate la vita più di ogni altra cosa, se sapete perdonare e sorridere dei difetti vostri e altrui, se - insomma - siete cattolici politicamente scorretti, rispettosi della verità e del bene, preparatevi a ricevere almeno qualche sorriso di commiserazione. E se invece non vi è mai successo di soffrire a causa del vangelo, delle due cose l'una: o vivete in un monastero, o proprio non si vede che siete cristiani...

 

Sabato 14 Maggio - Festa di s. Mattia

Mt 19,27-29