Giovedi, settimana della II domenica dopo Pentecoste

Lettura del Vangelo secondo Luca 5, 36-38

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei e agli scribi una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi».

    Parola del Signore.

Sia lodato Gesù Cristo!

Gesù prende due esempi dalla vita quotidiana, due esempi dalla saggezza domestica, dalle cose semplici che la gente semplice fa con un’intelligenza che non viene dai libri, ma dall'esperienza: non si prende un pezzo da un vestito nuovo, per metterlo su un vestito vecchio e non si versa del vino nuovo in otri vecchi.

La parola del Vangelo non sta in un cuore vecchio non vuole cambiare! Non ci sta.

Bisogna rassegnarsi all'idea! Ci vuole una saggezza che venga da un'esperienza domestica. Molte persone invece, anche professe cattoliche, credenti e praticanti, continuano a praticare la fede senza convertire il cuore; intendono mettere il vino nuovo di Gesù in un concetto della vita che non vuole cambiare; per cui Gesù Cristo mi va bene finché sta dentro nei miei pensieri. Poi cominciano i distinguo, cominciano le perplessità, il "si dovrebbe fare", i "ma in questo caso"... e la persona è ferma al palo.

Se ci si approccia al Vangelo, se ci si avvicina a Gesù bisogna farlo con il desiderio di guardare fuori dall'orizzonte che già si ha, altrimenti la parola di Gesù al massimo può spaccare questo recinto e si fugge altrove, ci si perde, ma non si cambia. Non cambia il cuore.

Allora, come? Come si può fare per accogliere questa novità? Innanzitutto osservando - perché è più facile - come gli altri non riescono a farlo; osservando cioé come la pervicacia di taluni pensieri resti a blocco del cambio che il Vangelo vuole, del cambio di passo che il Vangelo esige.

Poi domandarsi: ma io quanto voglio cambiare in funzione del Vangelo? Quanto chiedo al Vangelo di cambiare la mia vita, di cambiare il mio modo di pensare, il mio modo di affrontare le relazioni, il mio modo di affrontare la realtà?

In questo tempo, in questo periodo, davanti alle tante notizie, alle tante informazioni che ci arrivano da tutto il mondo, io la penso secondo Cristo o continuo a pensarla come voglio io? ...e pretendo dal Papa, dalla Chiesa e dal Vangelo che tutti quanti la pensino come me?!

Come si può versare questo vino nuovo in un’otre nuova? Di quale cuore nuovo ho bisogno perché possa contenere questo vino nuovo? Una verifica questa da fare magari con il proprio padre spirituale, magari in ginocchio nella preghiera, davanti all'Eucarestia.

Signore Gesù il tuo vangelo è grande! L'orizzonte che tu ci proponi è grande come il cuore di Dio!
Cambia il mio cuore, non cambiare il Vangelo.
Cambia il mio cuore, non cambiare il Vangelo.

Sia Lodato Gesù Cristo.

 
 
#DinDonCafé
dsb

Omelia 2019.06.27 06:49download file   (click destro, salva)