Lettera per il decennio della scuola

Carissimi tutti, questa festa, questo traguardo, ci impone uno sguardo retrospettivo, uno sguardo che sia una Confessio Laudis. Dobbiamo insieme ringraziare il Signore della buona ispirazione che ci spinse ad impostare questa scuola dieci anni fa. Un atto di amore e di attenzione a ragazze che ne avevano bisogno. Lui ci ispirò l'ardore e l'entusiasmo di provare, e noi senza boria né vanagloria ci abbiamo provato.

Tanto lavoro, tanta fedeltà, tanta caparbietà nel volere un progetto educativo serio, ben congeniato, praticabile. Certo un grazie grande va alla nostra amata direttrice Monica che crede fermamente nel far bene le cose e vi ama come le sue stesse figlie. Ma anche riconosciamo che questa scuola non esisterebbe senza l'impegno e la serietà di tante brave insegnanti che hanno compreso e hanno aderito al progetto con passione e professionalità. Ed ancora vediamo quanti genitori comprendono che questa scuola ha qualcosa in più rispetto alle altre ed anche loro si adoperano gratuitamente e di cuore per la buona riuscita del tutto.

Io sono certo che questi sono i segni del Regno di Dio. Tutto questo senza lo Spirito che sgorga dall'avverarsi del Vangelo non ci sarebbe. Abbiamo attraversato anche momenti molto faticosi come i lunghi mesi di ristrutturazione dell'Oratorio o i concitati momenti delle iscrizioni o delle messe in scena degli spettacoli o la preoccupazione per qualche allieva in difficoltà dentro o fuori la scuola. L'ingrediente essenziale è sempre stato: guardare dritto verso ciò che conta, verso il Vangelo di Cristo, non arrendersi davanti alle difficoltà, non litigare tra noi, scegliere la semplicità degli ultimi e la spontaneità dei meno dotati.

Vi chiedo di continuare questo sogno che fu mio e di Monica e che state perseguendo ora.

Una parola a voi allievi e allieve della scuola: il piccolo mondo di questa scuola dove cerchiamo parole di Vangelo non è "tutto il mondo", ma ne è un frammento possibile. Se continuerete a crederlo possibile anche il resto del mondo sarà migliore. Noi possiamo essere quella luce che illumina il quartiere, quel lievito nella pasta della vita di tanti.

Abbiate cura delle scuola. Amate questa scuola rispettandone prima di tutto le persone, ma anche i regolamenti, gli insegnamenti, i consigli. Voi per primi siete i protagonisti di questo sogno che si è fatto realtà. Con l'impegno, la costanza, la serietà troverete qui una strada buona per la vostra vita, per le vostre buone amicizie. Qui potete imparare a vivere quel Vangelo di Cristo che vi rende persone libere e felici. Prima di danzare, prima di ogni lezione, prima di ogni esibizione imparate a pregare lo Spirito che penetra ed avvolge ogni creatura. Chi non sa pregare non sa vivere. Per questo vi invito a rinnovare la vostra voglia di danzare con la preghiera nel cuore.

Quel desiderio di danzare la vostra danza della vita è segno della presenza del Dio della vita in voi. Ballate, ballate con tutte le vostre forze anche quando qualcuno cercherà di fermarvi, anche quando qualcuno riderà di voi, quando la cattiveria o la stupidità del mondo tenterà di spegnere in voi ogni ardore. Voi continuate a ballare. Dio Padre ci vuole leggeri come angeli e solidi come rocce. Danzare è una gioia: è gioia di vivere.

Carissimi, vivete con intensità la vita senza perderne un respiro e imparate che la presenza di Cristo è nelle cose sante che scegliete per voi stessi. Non abbiate timore della fede in Lui: quello sconfinato desiderio di eternità, di bellezza, di forza, di giustizia, di amore che sentite nel profondo è la Sua presenza in voi... e cerca nei vostri passi un atto di verità!

Vi benedico nel Signore