Martedì sera soli io e lei, mano nella mano,
la mia piccola ed indifesa Martina mi ha detto:
"don non ce la faccio più, mi si chiudono gli occhi".
Io credevo che si trattasse del riposo del sonno.
Le sue ultime parole per me.

Mercoledì notte, io solo, perso nella ricerca affannata
per i cortili e i corridoi dell'ospedale, in un freddo odioso,
da dietro quella porta sbarrata una voce: "qui non c'è".

Giovedì mattina solo i suoi occhi spaventati tra i camici verdi.
L'ultimo sguardo e il pianto straziante di una madre trafitta nell'anima.

Venerdì. Il sangue scorre dentro e fuori dal suo corpo
in ampolle precise belle e lucenti
come calici nella Messa.
Luce soffice su quel volto bellissimo
leggero come un alito di vento.

Alle tre quella morsa che mi stritola il petto
di colpo se ne va, Martina mi scivola via
senza che io la possa più trattenere.

Dormi Marty, riposa.
Sogna tutti noi.