Concorezzo 18 ottobre 2012

Carissimi amici, carissimi tutti.
Non potendo partecipare a questo evento per le responsabilità che mi rincorrono qui, voglio rendermi presente almeno con una parola che spero sia buona!
Nove anni a san Pio V, nove anni nel MI92; nasce subito un grazie a chi pazientemente mi ha condotto per mano, primi fra tutti (omissis) verso i quali ho davvero un grande debito di riconoscenza. Ma accanto a loro tantissimi altri: giovani, ragazzi, bambini e tanti adulti. Mi avete accompagnato nell’avventura passo passo: dalla promessa, al totem alla condivisione di ogni momento del gruppo... perché l’uomo torni all’uomo, perché ciascuno trovi la sua strada.

Ho imparato tanto, davvero tanto: a sciogliermi, a godere delle cose semplici, ad essere essenziale, a comprendere quanto la mia anima più vera sia molto scout e molto “repartara”!
In quegli anni mi sono inventato l’essere Assistente, cercando solo il bene e la verità profonda di ogni cosa: qualche volta sorridendo, qualche volta divenendo troppo severo, qualche volta sbagliando per troppa passione, qualche volta con le lacrime agli occhi perché un campo terminava...

Abbiamo custodito tanti tanti ragazzi; li abbiamo custoditi con tutto il cuore. Forse con poche risorse da veri educatori professionisti, ma sempre, tra fil di ferro e spago, con una genuinità dedita e appassionata. Abbiamo gioito per chi guadagnavamo alla vita e abbiamo sofferto per chi ci scivolava via. Benedico il Signore per ogni incontro, per ogni riunione, per ogni campo, per ogni tana, per ogni condivisione di cibo e di avventura!

Forse ho il rimpianto di non essere riuscito a dare al gruppo più amore per Gesù, per la Verità, forse avrei dovuto fare di più per comunicarvi tutto il mio amore per Lui, forse! O forse dovrei finalmente davvero fidarmi di Lui che opera sempre per primo, e meglio di noi. Se oggi dopo vent’anni il gruppo c’è e si riunisce per la santa Messa, dobbiamo riconoscere questo come il vero miracolo da Lui compiuto. Lui in mezzo a noi: silenzioso discreto presente.
Non datelo per scontato. Non pensiate che sia normale. Oggi come sempre la fede è un dono. Chi non riconosce il dono disprezza il dono e il donatore! Voglio dirvi questo perché sempre, sempre, ci sarà chi nella fede avrà difficoltà e paure, andate e ritorni; ma questo è il vero cammino, la vera strada, il vero sentiero. La fede in Cristo non è un possesso, un oggetto da mettere in tasca, è la scoperta che il suo Vangelo è cosa buona per il mondo. Chi crede ancora oggi che il Vangelo sia cosa buona per il mondo, ha speranza per il futuro, ha compreso il suo passato, ha modo di vivere appieno il presente.

E voi capi, scrivo ora a voi capi! Siate prima di tutto di Cristo! Lui cercate per trovare voi stessi. Nell’incontro con la Verità di Lui trovate la verità di voi. Non cedete alla tentazione del pressapochismo, siate esigenti “nella verità”. Dove c’è la Verità c’è Cristo incarnato nella storia, dove c’è Cristo c’è la Verità. Non siate timidi nel proporre Gesù ed il Vangelo, anche se non l’avete compreso tutto, anche se trovate delle incoerenze in voi stessi, non cedete alla tentazione di annacquare la proposta. Non si cammina solo con lo zaino in spalla. Si cammina con il rosario in mano. Si cammina nel silenzio della preghiera solitaria e nascosta. Si cammina anche in ginocchio davanti al Crocifisso. Pertanto prima di tutto pregate per i vostri ragazzi.

Sapete che ho sempre detestato l’espressione “momento di preghiera” perché la fede non è un momento, ma la preghiera è pensare la vita secondo la fede. Allora, preparate bene quegli incontri con Gesù, sono le fondamenta del grande edificio che è lo scoutismo. Pregate con il cuore scout anche nella vostra camera, nella Messa in parrocchia, nelle veglie sotto le stelle, nelle tane, nel servizio agli ultimi!

Anch’io, anche se separato da voi con il corpo, vi ho dentro; perché quello che sono oggi è ciò che quegli anni mi hanno scritto nelle ossa: nelle corse in macchina al ps più vicino, nell’ascolto delle vite di tanti, nei bivacchi attorno al fuoco, nelle gelide notti stellate, nel non avere abbastanza batteria per dire il breviario. Lo scoutismo è esperienza di vita nella fede in Gesù. Vi benedico e benedico il Signore che in tempi duri come questi c'è ancora chi si fida di Lui.

Grazie a voi genitori che vi fidate di questa proposta e che un po’ diventate scout anche voi. Accompagnate con l’affetto e con la stima ogni capo, ogni aiuto. Soprattutto sosteneteli nel compito educativo portandoli con la vostra fede ed il vostro esempio verso Gesù. Lasciamo il mondo meglio di come l’abbiamo trovato, aiutiamo il Creatore e l’uomo a custodire tutta questa bellezza che ci circonda.

Vi benedico con Paolo e Francesco nostri santi patroni.
Con tutto il mio affetto - Baloo Mi92 - Aquila Riflessiva