Con il suo permesso pubblico la lettera di una donna che sta faticosamente risalendo una terribile china. Ha voluto scrivere perché nessuno ripeta il suo errore. Io non giudico, non commento; affido lei al Signore, le faccio compagnia, ma trasformare questo lutto in vita è cosa più grande di noi.

«Sono una donna che qualche mese fa ha preso la decisione terribile di interrompere una gravidanza e che vuole raccontare a tutte quelle donne che si trovano nella stessa situazione la sofferenza che si prova dopo aver compiuto quell’orribile gesto.

Un giorno scopro di essere incinta per la terza volta, ma il dono che mi è stato concesso non è stato accolto come tale. La paura di un lavoro poco sicuro e la paura di togliere qualcosa ai nostri due figli (non ci sono giustificazioni!) hanno portato me e mio marito a decidere di interrompere volontariamente la gravidanza. Questa decisione è stata molto sofferta e ci ha tolto per sempre parte della nostra serenità. È rimasto un grande vuoto dentro di noi che è impossibile colmare. La più grande sofferenza è non aver voluto capire che c’era stata data un’altra occasione per dimostrare a noi stessi che l’amore ci unisce così come l’amore di Dio verso l’uomo è grande.

Prendere una decisione simile è triste e difficile, come è difficile confessare le proprie paure a qualcuno, a un amico, a un parente a una persona  che ti aiuti a capire che il gesto che stai per compiere è un gravissimo errore. Fatevi aiutare! Noi per tutti continuiamo a essere la solita gran bella famiglia perfetta, ma purtroppo non lo siamo più. Ogni giorno, con vergogna mi rivolgo a Dio implorando il suo perdono».