UN MAGISTERO ATTENTO AI GIOVANI

Martini: la Parola a Dio, la parola ai giovani

di don Maurizio Tremolada

3.09.2012 Del ricco e lungo ministero, dal 1980 al 2002, che il cardinal Carlo Maria Martini ha vissuto nella nostra diocesi di Milano, vorrei sottolineare l'attenzione riservata all'età giovanile, non tanto come problematica pastorale, ma come luogo propizio per raccogliere e testimoniare la consapevolezza della fede ponendo al centro Cristo, nell'ascolto della sua Parola.

Lo ricordano bene i giovani della prima ora, oggi papà e mamme, radunati in Duomo un giovedì al mese per essere guidati nell'esercizio della Lectio Divina. Una vita, quella dei giovani, che non poteva basarsi su una autocostruzione di sé, ma sulla solidità di un Verbo che permette di edificare la propria casa sulla roccia. In un momento di Chiesa giustamente occupata a far fronte al rinnovamento della catechesi in tutte le sue fasce, egli propose con fermezza uno “strumento” dall’efficacia più certa e duratura di molti sussidi. La Scuola della Parola che propose ai suoi giovani non riaccreditava la soluzione di qualche pedagogista o catecheta ma poneva al centro il Testo, quello Sacro, l’unico capace di fare breccia nel cuore dell’uomo. Di fronte alle pagine avvincenti ma pure intricate della Scrittura non domandò un lavoro di studio e non promise qualche risultato a chi ne avesse saputo cogliere il senso più profondo ma si fece egli stesso alunno e maestro, sedendo sulla cattedra del Duomo e introducendo i suoi giovani alla pratica della Lectio Divina. Quasi a nessuno di quelli che lo ascoltarono sfuggono ormai i “tre gradini” che egli soleva percorrere: lectio, meditatio, oratio dai quali sgorgava l’actio ovvero il collegamento sempre più naturale tra Parola e Vita. Il maestro Martini non faceva paura quando apriva i cuori a comprendere la Scrittura: non era una scuola da cui distanziarsi per la sua presunta autorità, ma un appuntamento che affascinava perché capace di intercettare le domande di credenti e non.

I giovani della seconda ora lo ricordano come l’uomo dell’assemblea di Sichem che egli indisse nella nostra Diocesi e concluse nel 1989 riportando forte l’invito di Giosuè al popolo radunato all’alba della Terra promessa: “Scegliete oggi chi volete servire”. Martini, come l’antico padre di Israele sapeva che la risposta non sarebbe stata scontata né retorica: al termine dei totalitarismi e, significativamente, con il crollo del muro di Berlino segno della libertà ritrovata, la domanda andava posta con fermezza. Israele e i giovani risposero ai loro pastori “noi serviremo il Signore”. Finita, per così dire, l’era della fede basata sulle convenzioni sociali o sulle scelte dei padri, Martini intuiva e confidava ai suoi giovani che era tempo di svicolarsi dall’ipocrisia della fede semplice, ma di aprire la mente e il cuore alla scelta per Dio. Lo fece attraverso le celebrazioni della Traditio e della Redditio Symboli quando incoraggiava chi si affacciava sul mondo universitario o lavorativo a professare la sua fede in Dio, a farlo con la saggezza della vita spirituale ma anche con la scrupolosità di una Regola di Vita scelta, pregata, consegnata.

Lo fece in particolare attraverso il Gruppo Samuele che guidò personalmente nella sua "prima edizione" nell'anno pastorale 1989-90. Cammino spirituale che aveva lo scopo, come disse l'Arcivescovo " di essere aiutati a cercare la volontà di Dio nella propria vita. […]. Ci aspettiamo che la grazia di Dio ci insegni un metodo per orientare la nostra libertà verso la realizzazione del progetto di Dio sul mondo, per quella parte che mi riguarda.[…] Il mezzo per raggiungere questo scopo è fondamentalmente unico: il discernimento spirituale. La parola è biblica e molti di voi la conoscono. […] E’ un esercizio di attenzione e di ascolto dello Pneuma divino nella mia storia.”

Così percorse il suo episcopato, facendosi amare per una schiettezza che non era sua ma che veniva da Dio, da quella Verità detta con la Carità raccomandata a Israele: “amerai il Signore Dio tuo… e il prossimo come te stesso”. Fu consapevole delle accelerazioni e dei mutamenti del mondo dai quali i giovani non si sottraevano ma diventavano interlocutori privilegiati. Fu così che fece eco al “suo” papa Giovanni Paolo II che nel grande giubileo del 2000 esortava i giovani ad essere protagonisti cristiani del nuovo millennio; l’arcivescovo così si espresse nell’Avvento del 2000: «A tutti voi io mi rivolgo per dirvi con lo sguardo di tutta la Chiesa che "vedo in voi le sentinelle del mattino in quest'alba del terzo millennio". Vedo in voi giovani che in questi anni, attraverso l'aiuto delle comunità parrocchiali, delle associazioni, dei movimenti, dei gruppi di volontariato, del mondo universitario e del lavoro, sono entrati nel "laboratorio della fede". Giovani che, per grazia del Signore, hanno percepito la luce di quel mattino di Pasqua, che sa trasformare i grandi sogni della giovinezza in speranza e progetto di vita. Giovani che stanno condividendo con molti coetanei le prove di un cammino ancora nella notte e anche per loro sono alla ricerca dei segni della presenza del Risorto». Dava avvio al percorso Diocesano delle “sentinelle del mattino” destinato a durare quasi due anni in cui egli, ormai prossimo a rimettere il governo della Diocesi nelle mani del suo successore, si mise in ascolto delle domande, delle aspettative e della lettura dei giovani circa il loro mondo e la loro fede. Con la saggezza che la sua età e il suo episcopato gli avevano donato intuì ancora che la Parola che egli aveva predicato e annunciato andava calata nella vita, quella quotidiana e di questa vita divenne attento ascoltatore.

I suoi ultimi giovani lo ricordano come il Vescovo della risposta al loro Sinodo con il documento “Attraversava la città”. Colui che custodiva come un tesoro prezioso la loro testimonianza e i loro dubbi così si espresse, dando nuovo slancio al cammino della Pastorale Giovanile Diocesana e a quello personale di ogni giovane: «Ho letto attentamente il racconto della vostra esperienza e del vostro desiderio […] Nel vostro Sinodo vi sono delle perle preziose, delle visioni profetiche di futuro […] A tutti voi vorrei affidare tre consegne decisive. Sono le stesse che l'evangelista Luca ha affidato alla comunità cristiana attraverso la pagina di Zaccheo. Questa solida tradizione vi accompagni, alimenti la vostra vita e sia l'anima del vostro futuro: Cercate Gesù che viene a salvare ciò che è perduto; costruite esperienze nuove di vita comune; rimanete vicini ai poveri al servizio del mondo. [...] Con il coraggio e la fiducia di Gesù, attraversate la città! Non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio! Vostro affezionatissimo, Carlo Maria Card. Martini».

Prega per i tuoi affezionatissimi giovani e accompagna dal cielo la pastorale giovanile della nostra diocesi. Grazie, caro padre e maestro Carlo Maria.

Don Maurizio Tremolada