Vocazione

«Quando desideriamo seguire Gesù, non meravigliamoci se egli non ce lo permette subito, o anche se non ce lo permette mai: e ciò, nonostante che questo desiderio sia legittimo, conforme ai suoi stessi consigli, gradevole al suo cuore, ispirato da lui. In verità egli vede più lontano di noi e vuole non solamente il nostro bene, ma quello di tutti: seguendolo passo per passo, forse non procureremmo altro che il nostro bene o quello di un piccolo numero; andando invece dov'egli ci manda e facendo la sua volontà e standogli uniti solo con l'anima, senz'avere la consolazione di seguirlo altrettanto da vicino nella nostra vita esterna, noi procuriamo forse il bene d'un gran numero di persone. Egli preferisce il bene generale al bene particolare, tanto più che il bene particolare verrà ottenuto con questo mezzo non solo altrettanto efficacemente ma ancor meglio che seguendo lui: perché questo bene particolare non proviene che dalla sua grazia, e dipende da lui l'arricchire di grazie due volte maggiori e il rendere due volte più santo in questa vita e nell'altra il Geraseno che cammina al suo seguito e condivide la sua vita... La vera perfezione, del resto, sta nel fare la volontà di Dio. Chi oserà dire che la vita contemplativa è più perfetta della vita attiva, o viceversa, dal momento che Gesù ha condotto sia l'una che l'altra? Una sola cosa è veramente perfetta, è il fare la volontà di Dio... La vera, l'unica perfezione non sta nel condurre questo o quel genere di vita, ma nel fare la volontà di Dio; sta nel condurre il genere di vita che Dio vuole, dove Egli vuole, e nel condurlo come l'avrebbe condotto Lui stesso...» [p. 196].

 



Il discepolo non è da più del Maestro

"Il discepolo non è da più del Maestro: si è perfetti quando si è come il proprio maestro" (Lc 6, 40).

«Non cerchiamo di essere più perfetti di Gesù, non cerchiamo di praticare le virtù meglio di Lui, non crediamo di poter fare una qualunque cosa meglio di come Lui l'ha fatta. Imitiamolo, dunque, in tutto, poiché facendo in modo diverso da Lui faremo necessariamente meno bene. "La perfezione sta nel fare come il maestro", credere che si possa fare meglio è follia: pratichiamo quindi le virtù come le ha praticate Lui, facciamo il bene come l'ha fatto Lui, noi che vogliamo fare nel modo più perfetto, perché facendo altrimenti faremo meno bene: "La perfezione sta nel fare come il maestro". Non cerchiamo più alte virtù, sarebbe follia: nulla è più alto di Dio, più perfetto di Dio... Voler essere più santi di Gesù sarebbe debolezza, più severi sarebbe durezza, più austeri sarebbe tentare Dio, più poveri sarebbe stranezza e cattivo esempio. Una maggiore perfezione, in qualunque cosa, sarebbe orgoglio immenso ed insensato. Imitiamo quindi Gesù, poiché vogliamo essere perfetti e ci è impossibile trovare nulla che sia più perfetto di Lui; "la perfezione sta nell'essere come il maestro". E siccome è follia e peccato anche solo pensare che sia possibile essere in una qualche cosa più perfetti di Lui: "Chi è mai come Dio?", non cerchiamo di essere agli occhi degli uomini più grandi di Gesù... Il nostro Maestro è stato disprezzato, il servo non deve essere onorato; il Maestro è stato povero, il servo non deve essere ricco; il Maestro è vissuto col lavoro delle sue mani, il servo non deve vivere con le proprie rendite; il Maestro andava a piedi, il servo non dovrebbe andare a cavallo; il Maestro stava in compagnia dei piccoli, dei poveri, degli operai, il servo non deve stare insieme ai grandi signori; il Maestro è passato per un operaio, il servo non deve passare per un grande personaggio; il Maestro è stato calunniato, il servo non dev'essere lodato; il Maestro è stato mal vestito, mal nutrito, male alloggiato, il servo non deve essere ben vestito, ben nutrito, ben alloggiato; il Maestro ha lavorato, s'è affaticato, il servo non deve riposarsi; il Maestro ha voluto apparire piccolo, il servo non deve voler apparire grande... Imitiamo Gesù in tutto, sta qui la perfezione: Gesù è Dio... Dio è perfetto... Tutto ciò che Gesù ha fatto, tutto ciò che Egli stato, è stato perfezione... Noi siamo creature necessariamente imperfette, sempre ed in tutto; mai possiamo raggiungere la perfezione, non possiamo dunque avvicinarci maggiormente ad essa, noi che siamo così imperfetti, che imitando il più possibile Colui che lo è sempre, il nostro Dio Gesù! Conformandoci a Gesù, noi ci conformiamo alla perfezione; conformandoci ad un ideale diverso da Gesù, noi ci conformiamo ad un ideale inferiore alla perfezione (perché, nature limitate ed imperfette, siamo nell'assoluta impossibilità di concepirne altre se non imperfette...)» [pp. 190-191].


Padre mio, mi rimetto nelle Vostre mani

Padre mio, mi rimetto nelle Vostre mani;
Padre mio, confido in Voi;
Padre mio, mi abbandono a Voi;
Padre mio, fate di me di me ciò che Vi piacerà;
qualunque cosa facciate di me, Vi ringrazio; grazie di tutto;
io sono pronto a tutto; accetto tutto;
Vi ringrazio di tutto
purché la Vostra volontà si compia in me, mio Dio,
e in tutte le Vostre creature, in tutti i Vostri figli,
in tutti coloro che il Vostro cuore ama.
Non desidero niente altro, mio Dio,
rimetto la mia anima nelle Vostre mani.
Ve la dono, mio Dio, con tutto l'amore del mio cuore, perchè Vi amo.
Ed è per me un'esigenza d'amore il donarmi,
rimettermi nelle Vostre mani senza misura;
mi rimetto nelle Vostre mani con una fiducia infinita
perché Voi siete mio Padre.