liberamente da una intervista
di F. Fazio a fr. Enzo
nella trasmissione "Che tempo che fa"

Il silenzio oggi, purtroppo, è il grande assente, misconosciuto.

Se noi ci pensiamo anche solo un momento, per poter davvero ascoltare ci vuole davvero il silenzio. Per parlare con una parola che sia ricca di autorità, che sia autentica, che sia davvero tesa alla comunicazione e non alla chiacchiera e non al rumore, ci vuole un silenzio che generi questa parola.

E poi il silenzio permette altri linguaggi: il linguaggio dello sguardo, il linguaggio del tatto, il linguaggio dell'odorato... il silenzio è davvero ciò che può umanizzarci.

Il silenzio è un antidoto all'aggressività, alla violenza.

C'è un bisogno profondo di silenzio negli uomini. Si è talmente poco abituati al silenzio e alla solitudine che se ne ha paura e sovente si vede che quando uno deve affrontare un tempo di silenzio e di solitudine è assalito dall'angoscia. Ma se vogliamo pensare, se vogliamo ricercare, meditare, rispondere alle domande più profonde che ci abitano (che senso ha la vita, chi sono gli altri per me, da dove vengo, dove vado) occorre che ci sia il silenzio.

Pascal diceva: la più grande disgrazia degli uomini è che non sanno più stare in silenzio per mezzora al giorno in solitudine.

Per una vera umanizzazione si dovrebbe partire dal silenzio come linguaggio da custodire, come maniera per trovare la pace, per trovare una certa calma, per non finire nella barbarie di questo momento storico e non cedere all'aggressività che si vede abbondare dove abbonda la chiacchiera e dove la parola diventa rumore.